Hai mai sentito parlare di CBD o cannabidiolo? Forse conosci il nome di un’altra molecola, il THC, ovvero il tetraidrocannabinolo. Vuoi sapere dove si trovano e qual è la differenza fra le due? È legale il consumo di prodotti naturali derivati dalla Cannabis a scopo medico? In questo articolo ti spieghiamo in breve quello che c’è da sapere.
Cominciamo col dire che all’interno della pianta della Cannabis Sativa sono state riconosciute circa un centinaio di molecole tipiche chiamate cannabinoidi, fra queste, i principi attivi trovati in maggior concentrazione sono il THC e il CBD. Entrambi sono dei composti chimici in grado di legarsi ai recettori presenti nelle cellule nervose, ma, mentre il primo ha effetti psicotropi ed è quindi ricercato per l’uso ricreativo della pianta, il secondo principio attivo è ricercato soprattutto per l’ambito medico perché possiede proprietà potenzialmente in grado di alleviare il dolore in malattie croniche, curare o abbassare l’intensità delle risposte infiammatorie dell’organismo e combattere lo stress.
Probabilmente sai già che la Cannabis Sativa è una pianta conosciuta dall’uomo da tempo remoto, alcune fonti storiche ci suggeriscono che sia stata utilizzata già dall’800 a.C. in Europa e da addirittura il 2000 a.C. in Cina. Non c’è da stupirsi dunque, che per mezzo della selezione artificiale delle piante, i coltivatori di Cannabis siano riusciti inconsapevolmente ad ottenere diverse concentrazioni di THC e di CBD nelle innumerevoli qualità di canapa create nel corso dei secoli.

È grazie a questa differenziazione che si è concretizzata nel diciannovesimo e ventesimo secolo la possibilità di condurre delle ricerche scientifiche al fine di isolare i principi attivi al fine di comprendere meglio la relazione fra sostanza ed effetti sull’organismo. Grazie a questo rinnovato interesse, dopo anni di proibizionismo che vietava indistintamente qualunque tipo consumo e poneva uno stigma nei confronti della Cannabis, si sono riusciti ad ottenere dei prodotti come l’olio al CBD o la Cannabis light.
Questi prodotti infatti, offrono il notevole vantaggio di sostituire potenzialmente i più tradizionali farmaci antidolorifici in maniera del tutto naturale e con minori controindicazioni. Non tutti i consumatori, infatti, sono interessati all’effetto psicotropo della Marijuana ma sono alla ricerca di un’alternativa naturale e legale ai farmaci. Proprio per questo motivo l’attuale legislazione italiana permette la compravendita e il consumo di prodotti a base di CBD fra i più vari come: olio estratto dai fiori di Canapa, resine, infiorescenze e semi a patto che questi non abbiano concentrazioni di THC superiori allo 0,5%.