Negli ultimi mesi, c’è stata un po’ di burrasca a causa di notizie riguardo un decreto che pareva dovesse rendere il gli oli al CBD illegali. Quindi? Non è più possibile comprarli? Rischiamo qualcosa?
È giusto chiarire tutto, ma per farlo (ed essere molto più tranquilli e sereni durante i nostri acquisti) dobbiamo partire dal principio.
L’1 ottobre 2020 appariva sulla Gazzetta Ufficiale un Decreto, firmato dal Ministro Roberto Speranza, che inseriva il CBD tra le sostanze stupefacenti che potevano portare dipendenza e quindi reperibili solo tramite prescrizione medica.
Il 28 ottobre dello stesso anno, con un altro Decreto, il provvedimento veniva sospeso (fortunatamente).
Sembrava tutto finito, quando il 21 agosto di quest’anno appare, sempre sulla Gazzetta Ufficiale, un nuovo Decreto, firmato dal Ministro Orazio Schillaci, che revoca la sospensione del 28 ottobre 2020, rendendo di nuovo il CBD, agli occhi dello Stato Italiano (è giusto specificarlo), una sostanza stupefacente, con tutte le conseguenze portate dal decreto dell’1 ottobre 2020, compresa l’impossibilità di vendere gli oli negli shop.
Provvidenzialmente, in questi giorni, il Tar del Lazio è riuscito a sospendere quest’ultimo Decreto, in quanto non è provato il pericolo di dipendenza.
Ecco le parole di Luca Marola, Segretario dei Radicali: “Decreto raffazzonato e senza nessuna evidenza scientifica e logica, se non assecondare gli interessi delle case farmaceutiche. Il decreto è stato infatti dichiarato carente nella sua motivazione. Attendiamo con serenità l’udienza di gennaio perché va contro gli interessi dei cittadini, degli ammalati e della filiera produttiva della canapa che, ricordiamolo a questo governo, è assolutamente made in Italy”.
Va aggiunto inoltre che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la Corte di Giustizia Europea non considerano affatto il CBD una sostanza pericolosa o stupefacente.
In altre parole, possiamo continuare a comprare oli al CBD?
La risposta è sì! Grazie alla sospensione del Tar, gli oli al CBD sono liberamente vendibili!
Attendiamo ora l’udienza del 24 settembre 2024 (dopo il rinvio dello scorso 16 gennaio), ma le prospettive sono più che floride!